Direttore Responsabile Roberto Grossiin stampa dal 1989online dal 2005
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Venerdì 21 Agosto - Aggiornato alle 00:04
Venerdì 21 Agosto Aggiornato alle 00:04
in primo piano
VillalagoElzeviri
Oggi, 00:03
Il tempo del ritorno o della ripetizione del tempo?
Emidio Grossi
Non diversamente da tanti altri Villalago è paese di emigranti che, in quanto tali, rimangono proni per l’intera esistenza alla nostalgia che li porta, presto o tardi, al fenomeno del ritorno, perlopiù limitato a qualche settimana estiva e, talora, a quello definitivo. Il ritorno coincide frequentemente con le festività religiose e, quindi con la possibilità di riassaporare antiche tradizioni e di conservare relazioni affettive ed amicali. Ma è solo questo movimento dell’animo a spingere la vela di ogni ritornare? Ogni ritorno è un viaggio a ritroso nel tempo, generalmente quello della propria gioventù, un inconsapevole riancoraggio ad un tempo che proprio le ritualità religiose, sempre uguali, cristallizzano in uno scenario che non contempla il suo divenire, il suo passare. All’accelerazione prodotta dallo scorrere reale del proprio tempo, inesorabilmente in avanti, il ritorno oppone l’illusione dell’arresto del tempo stesso, anche se solo per poche settimane, con la ripetizione: la stessa cadenza di sempre di ogni evento come il rassicurante revival delle canzoni di epoche passate o lo struggente gusto di un cibo della tradizione. Ma lungi dall’essere un fenomeno solo vacanziero, il ritorno è spesso una costante del nostro tempo che ogni giorno ri-torna ad analoghe ritualità (la corsa del primo mattino, l’aperitivo con gli amici, la cadenza stessa dei pasti…) proprio per trovare rassicurazione, con la loro ripetizione, anche nel/ del tempo futuro, contestualmente alla sospensione in/di quello presente. Da questa prospettiva, tutto ciò che è novità suona, non solo per chi ritorna, come la manifestazione dello scorrere inesorabile del tempo, che quasi nessuno vuole riconoscere e tanto meno accogliere. Di conseguenza
VillalagoTradizioni
Oggi, 00:03
OGGI L'ARRIVO A VILLALAGO DEI PELLEGRINI DI FORNELLI PER LA FESTA DI SAN DOMENICO ABATE
Redazione
Questo pomeriggio, come da antica tradizione, arriveranno a Villalago i pellegrini di Fornelli per la festa di San Domenico Abate di domani, 22 agosto. Con un’accezione forse impropria, oggi quasi tutti gli antichi pellegrinaggi hanno preso il nome di “Cammini”, perdendo così il senso originario di Peregrinus: colui che camminava per agros, attraverso i campi, con bastone e bisaccia, verso un luogo sacro in cui Dio si era manifestato per mezzo dei Suoi Santi. Era un cammino di ricerca spirituale, utile a staccarsi dalle tensioni del mondo per riavvicinarsi ai valori cristiani. A Villalago i Fornellesi vengono ancora chiamati pellegrini e non “camminatori”, termine più adatto ad eventi ricreativi che a viaggi devozionali a piedi, carichi di una valenza strettamente religiosa, lontana da intenti di protesta o, ancor peggio, turistici. La compagnia dei pellegrini si è messa in cammino la sera del 19 agosto per giungere a Villalago nel pomeriggio del 21. Dopo una sosta all’eremo di San Domenico, risalirà in processione verso il paese, accolta con tutti gli onori dalla popolazione. Il momento più emozionante è l’ingresso nella chiesetta dell’Eremo: il crocifero si ferma sulla soglia, si inginocchia e avanza sui ginocchi verso l’altare per baciare il paliotto con il simbolo dell’Eucarestia. Tutti i fedeli, a mano a mano che entrano, ripetono il gesto intonando un accorato canto di ringraziamento per l’arrivo. Dopo un breve riposo, la processione si ricompone e muove verso Villalago per l'incontro con la cittadinanza, che la attende all’ingresso del paese per poi recarsi insieme in chiesa. Molto suggestivo è il tradizionale rito del "Bacio delle Croci" tra le due confraternite. Se un tempo questo gesto indicava la sottomissione della Croce della
ScannoLibri
Oggi, 00:03
Un viaggio tra parole, paesaggi e memoria: presentato a Scanno l'imponente volume di Raffaele Giannantonio
Redazione
ScannoPolitica
Oggi, 00:04
“Scanno Futura” dice no all’amministrazione di “salute pubblica”
Redazione
Valle PelignaAmbiente
Oggi, 00:04
MARSILIO, TRA ALBERI “SPALLATI” ED ESTERNAZIONI SBALLATE
Mario Pizzola
Alla fine la verità è venuta fuori: i responsabili degli incendi sono gli ambientalisti. La rivelazione viene da una fonte autorevole, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. In una intervista rilasciata agli organi di informazione, ad una domanda sulla prevenzione ha risposto così: “Sarebbe curioso capire se con i bulldozer si buttasse giù qualche migliaia di alberi per creare strade e sentieri, non troveremmo qualche angelo custode degli alberi che si mette con i cartelli del no e si incatena al primo alberello che deve essere spallato”. Proprio così: “spallato”.
ScannoCultura
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20 Agosto 2026, 00:00
I PELLEGRINI DI FORNELLI IN CAMMINO VERSO VILLALAGO
Redazione
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Tra Abruzzo e Sardegna, la danza contemporanea intreccia memoria, artigianato e patrimonio immateriale con Texture – Corpo in trama
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19 Agosto 2026, 00:02
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19 Agosto 2026, 00:02
Incontri a Cocullo fra tre generazioni cocullesi
Giovanna Chiocchio
Valle PelignaInterventi
19 Agosto 2026, 00:01
SULMONA, ORIGINALE INSTALLAZIONE ARTISTICA IN PIAZZA CAPOGRASSI