Direttore Responsabile Roberto Grossiin stampa dal 1989online dal 2005
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Sabato 31 Ottobre - Aggiornato alle 00:02
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ItaliaElzeviri
Oggi, 00:02
La dottrina dei Novissimi e le feste dei defunti e di Ognissanti
Cristina Siccardi
Ci apprestiamo a vivere due giorni importantissimi per la Chiesa cattolica: la festa di Ognissanti e il giorno dei nostri cari defunti. Come esiste una Comunione dei santi, canonizzati dalla Chiesa, esiste anche una Comunione di anime sante in Cielo, che partecipano della Gloria di Dio o che parteciperanno, poiché un numero di esse si trova in Purgatorio, ma sono già beate perché già destinate al Paradiso, dopo la purificazione che il giudizio di Dio permette per un dato periodo, che può essere accorciato dalle preghiere e dalle Sante Messe di suffragio, che rientrano in quel piano voluto da Nostro Signore, ossia, le anime in terra, attraverso le loro pratiche religiose, possono intercedere a favore delle anime del Purgatorio, viceversa, le anime sia del Purgatorio che del Paradiso possono intercedere a vantaggio di quelle in terra. Al termine della vita si va incontro a degli stadi: la morte, il giudizio particolare (Cristo giudica l’anima), l’Inferno o il Paradiso. Questi sono i quattro Novissimi, che nell’escatologia cattolica sono le «cose ultime», in latino novissima. Nell’Antico Testamento, l’espressione latina novissima compare nell’Ecclesiastico: «In omnibus operibus tuis memorare novissima tua, et in æternum non peccabis» («In tutte le tue opere, ricorda il tuo fine ultimo, e non peccherai mai»). Come molte altre cose della dottrina cattolica, dei Novissimi la stragrande maggioranza dei pastori non ne parlano più. Già Paolo VI, trattando dell’escatologia, denunciò l’8 settembre 1971 che quest’ultima «domina tutta la concezione della vita cristiana, della storia, del tempo, dei destini umani oltre la morte», tuttavia, «dei Novissimi pochi parlano e poco». Chi ne trattò fu Jospeh Ratzinger, fin dal suo primo corso di lezioni,
ScannoTradizioni
Oggi, 00:02
La Plaja, San Martino e Cardella innalzano a Scanno le “Glorie” per il “Santo Soldato”
Redazione
Le tre contrade di Scanno (La Plaja, San Martino e Cardella) sono da giorni impegnate a innalzare nei rispettivi colli le Glorie di San Martino, enormi cataste di legna a forma di parallepipedo, poggiate sulla base inferiore, che svettano per circa 20 metri. Queste cataste vengono preparate dai più giovani del paese, che si dedicano con passione alla raccolta di legna e frasche per riempire il quadrilatero segnato da quattro palanconi. Le Glorie di San Martino sono una delle tradizioni più suggestive di Scanno. È un evento che unisce riti legati al fuoco, folklore, socialità e gastronomia, celebrato ogni anno la sera del 10 novembre, alla vigilia della festa di San Martino. La tradizione del fuoco in questa data, in molti paesi dell’Abruzzo, è detta "capodanno contadino”, perché coincideva con la fine dell'anno agrario, con la conclusione dei contratti di lavoro nei campi e la fine dei cicli legati alla pastorizia e all'agricoltura, ma anche “Capetièmpe” (il capotempo), il capodanno agrario dei popoli italici. L'accensione dei fuochi serviva per esorcizzare l'arrivo del rigido inverno abruzzese, scacciare le tenebre e propiziare la rinascita della terra. L’Abruzzo è una terra storicamente nota per i suoi inverni. È Natalia Ginzburg, costretta al confino a Pizzoli (L’Aquila) insieme alla sua famiglia dal regime fascista, a evidenziare nel suo “Inverno in Abruzzo” quanto questa regione “non abbia che due stagioni: estate e inverno”. Della stessa opinione fu, molti anni dopo, anche il giornalista Giorgio Manganelli, che definì l’Abruzzo una “fabbrica del freddo”, in riferimento ai suoi inverni rigidi e costrittivi. Nel pomeriggio del 10 novembre sui tre colli ci saranno gli Scannesi (ragazzi, giovani e adulti), appartenenti ai relativi
Valle PelignaEventi
Oggi, 00:02
Oggi a Sulmona cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Chiodo
Redazione
PNALMCronaca
Oggi, 00:02
Scanno tra i vincitori del bando nazionale "Crescere nei piccoli comuni 2026"
Redazione
ItaliaTurismo
Oggi, 00:01
GIORNATA NAZIONALE DEGLI ABITI STORICI - EDIZIONE II
Redazione
La prima Giornata Nazionale degli Abiti Storici, promossa dal Ministero del Turismo, ha dimostrato che l'abito storico non è costume, ma identità territoriale viva. Un patrimonio immateriale che intreccia artigianato sartoriale, riti, feste, tessuti, mestieri e comunità. Dalla prima edizione è emersa una forte domanda dai territori: superare l'evento vetrina centralizzato per costruire una festa diffusa, regionale, autentica, capace di coinvolgere cittadini e turisti nella trasmissione delle tradizioni. Dopo il successo della prima edizione, nasce il Calendario Unico Nazionale, pensato per
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