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IL DIRETTORE DI QUESTO SITO
NON E' UN DIFFAMATORE DEL SINDACO DI SCANNO LO HA DECISO IL GIP DEL TRIBUNALE DI SULMONA ARCHIVIANDO IL PROCEDIMENTO PENALE
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Lunedì 30 Maggio 2011, quale direttore responsabile di questo sito, mi venne notificato per posta raccomandata un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Sulmona. Il reato contestato era quello di diffamazione a mezzo stampa, per aver pubblicato un volantino “diffuso a nome di Pasquino, contenente espressioni (così nella notifica) offensive e diffamatorie” nei confronti di Patrizio Giammarco, sindaco di Scanno (foto a lato), che ritenne di querelarmi per tutelare la sua immagine di amministratore. I fatti risalgono al 29.5. 2010, quando questo giornale on line pubblicò un volantino di “Pasquino”, facendo però attenzione a non riportare parole o frasi che potessero ledere la dignità delle persone. Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Ciro Marsella, con decreto del 23. 02.2012 ha disposto l'archiviazione del procedimento penale nei confronti del sottoscritto, apertosi a seguito della querela del sindaco di Scanno Il Gip ha validato i motivi addotti dal Pubblico Ministero, dott.ssa Aura Scarsella, nella propria richiesta di archiviazione del 07.11.2011. La Procura di Sulmona ha ritenuto che dagli atti di indagine risulta che le espressioni sconvenienti ed offensive, contenute nell'originario volantino, non riconducibili alla libera espressione della critica politica, vennero cancellate dall'indagato prima della pubblicazione on line del volantino medesimo, a protezione della sfera personale del Sindaco di Scanno. E questa è stata la tesi difensiva, suffragata da una numerosa documentazione, portata all'attenzione dell'ufficio giudiziario dall'avvocato Domenico Ciancarelli. Mi sono proposto di dare la suddetta notizia con la dovuta serenità e compostezza lessicale, senza inveire contro il sindaco, Patrizio Giammarco, che mi ha accusato di essere un diffamatore a mezzo stampa, per aver pubblicato sul sito on line di questo giornale un volantino del Pasquino di Scanno. So che gli sconfitti, per quella “Pietas” latina, vanno rispettati, però mi brucia ancora il fatto di essere stato additato come diffamatore, soprattutto perché, quando mi è giunta la notifica, ero in un periodo molto difficile della mia vita, per i problemi di salute, che voi lettori, conoscete molto bene. E nel corso di questa vicenda ciò che mi ha più intristito è leggere in continuazione negli scritti del sindaco quel suo vittimismo improprio e quel ribadire in continuazione che le mie critiche vanno alla persona e non al suo ruolo istituzionale. Sono solo calunnie. Non è nella mia formazione intellettuale prendermela con le persone. Le mie critiche sono sempre rivolte alle azioni del sindaco e mai ho toccato la sua sfera familiare. Ne è la riprova la sentenza d'archiviazione, che ha sottolineato che il sottoscritto ha cancellato dal suddetto volantino le espressioni "sconvenienti ed offensive". L'avvocato del sindaco, se è talmente bravo come si dice, questo l'avrà notato. E allora perché sono stato querelato? Nel pubblicare i volantini di Pasquino, ne ho vagliato sempre attentamente il contenuto, non per paura di eventuali denunce, ma per il rispetto della dignità delle persone citate. Recentemente è morto lo scrittore Antonio Tabucchi (Premio Scanno), querelato a suo tempo per diffamazione. Egli sostiene che la missione di ogni intellettuale e di ogni scrittore è di instillare i dubbi per arrivare alla verità. E questo nel nostro piccolo, come giornale, cerchiamo di farlo. Chi si crede perfetto, è pericoloso per la democrazia. Voglio tener fede al mio proposito di non inveire contro il sindaco di Scanno e, quindi, lo invito solo a riflettere sul pensiero di Tabucchi e ad evitare di cadere nel ridicolo, se insisterà ancora nel fare la vittima, criminalizzando continuamente gli altri. Abbia qualche dubbio e meno certezze. E gli consiglio di essere sempre coerente con se stesso, perchè non si possono mandare avanti le querele per quelli che ritiene “nemici”, e rimetterle agli amici (e loro sì hanno riportato la “criminosa frase”, che offende la sua famiglia). La diffamazione e l'ingiuria, sono configurabili anche se si consumano per posta elettronica. E non entro nello specifico. Per quanto riguarda i volantini di Pasquino il sottoscritto - tengo ancora a precisarlo - li pubblica, perché mettono in risalto, anche attraverso trovate umoristiche o sarcastiche, il comportamento discutibile dei nostri amministratori. Questo non delinea il reato di diffamazione, perché, se così fosse, molti programmi televisivi, con i loro bravi comici, sarebbero costretti a chiudere. Detto questo, non tornerò più sull’argomento. Pagherò con “lieto cuore e allegra faccia” la parcella al mio avvocato, Domenico Ciancarelli, a cui va il mio ringraziamento per la professionalità dimostrata e per l’acutezza - che altri non hanno avuto - nel cogliere l’infondatezza dell’accusa di diffamazione. (Roberto Grossi) |
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